La bella stagione nasconde un’insidia potenzialmente letale: il colpo di calore nel cane, clinicamente noto come ipertermia grave.
Si tratta di un’emergenza medica da trattare immediatamente: se il cane mostra sintomi come ansito accelerato, barcollamento e bava intensa, la letteratura scientifica internazionale – tra cui gli studi pubblicati sul Journal of Veterinary Emergency and Critical Care – evidenzia la necessità di applicare il principio del “raffredda prima e trasporta dopo”, mentre si contatta immediatamente il veterinario e ci si mette in viaggio verso la clinica.
Le linee guida sostengono che bagnare il cane con acqua fresca aiuta a limitare i danni della temperatura; ridimensionando i vecchi timori sullo “shock termico” e mettendo al primo posto la rapida riduzione del calore. Al contrario, coprire il cane con un asciugamano bagnato è descritto dagli esperti come controproducente, poiché questa pratica rischia di creare un “effetto serra” che intrappola il calore sul pelo invece di disperderlo.
Per quanto riguarda le tecniche, il raffreddamento evaporativo unisce l’acqua continua all’uso di un ventilatore o del condizionatore, ed è indicato dalle ricerche come l’approccio più delicato per soggetti anziani o fragili. L’immersione in acqua fresca viene invece descritta dagli studi come un’opzione efficace soprattutto per cani giovani, dinamici e in salute.
Ricorda però che l’unico modo per garantire la sicurezza del tuo amico a quattro zampe è il confronto diretto con il veterinario, l’unico specialista in grado di valutare la situazione e darti delucidazioni sicure.
Per evitare di trovarsi in una simile situazione di emergenza, la strategia migliore è giocare d’anticipo puntando sulla prevenzione quotidiana, a partire dagli ambienti domestici.
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Il colpo di calore nel cane: come prevenirlo in casa
Sapevi che il colpo di calore può colpire il cane anche tra le mura di casa? Quando le stanze diventano afose e prive di ventilazione, l’ambiente domestico si trasforma in una vera e propria trappola termica.
Per questo, una delle soluzioni preventive più utili in ambito domestico è l’uso di una superficie a scambio termico costante. Si tratta del tappetino refrigerante: uno strumento che funziona senza elettricità grazie a una tecnologia a base di gel che si attiva automaticamente non appena l’animale vi si appoggia sopra.Il sistema rinfresca la cute del pet in modo autonomo, garantendo un’oasi di sollievo dal caldo.
Un importante studio del 2019 condotto dal ricercatore Michael S. Davis – i cui dettagli sono analizzati più avanti – ha confermato l’efficacia di questi supporti nel ridurre lo stress termico nei cani, dimostrando che il tappetino refrigerante accelera il recupero e l’abbassamento della temperatura corporea rispetto al normale riposo all’ombra, rappresentando uno strumento utile nella prevenzione del colpo di calore.
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Sebbene i modelli di qualità siano progettati con materiali robusti e gel interni a base di sostanze non tossiche, è fondamentale vigilare sul cane durante l’uso. Se il tuo amico a quattro zampe tende a rosicchiare o distruggere gli oggetti, monitora l’integrità del tappetino per evitare l’ingestione accidentale dei materiali di rivestimento. In caso di colpo di calore in corso, è tassativo contattare immediatamente il pronto soccorso veterinario.
I consigli di sicurezza degli esperti per prevenire il colpo di calore nel cane
Il colpo di calore è un’emergenza potenzialmente letale che si può sviluppare rapidamente. Come spiegano gli esperti dei VCA Animal Hospitals, i cani non hanno la capacità umana di sudare per rinfrescarsi, poiché possiedono pochissime ghiandole sudoripare sotto i polpastrelli; la loro unica difesa resta l’ansito.
Per questo, i loro manuali mettono in guardia non solo sulla trappola delle auto al sole, ma anche su pericoli meno evidenti, come la permanenza in giardino senza ombra, l’attività fisica in ambienti poco ventilati o persino l’esposizione ravvicinata al flusso d’aria calda del phon durante l’asciugatura.
Gli esperti raccomandano poi di pianificare le passeggiate solo la mattina presto o la sera tardi, tenendo l’animale al fresco in casa con aria condizionata o ventilatori nelle ore centrali, e vietano tassativamente di lasciarlo in auto anche se il motore è acceso e il climatizzatore è in funzione.
A queste linee guida si aggiungono le raccomandazioni ufficiali dell’ASPCA, una delle più autorevoli organizzazioni no-profit per la difesa degli animali, che consiglia di programmare una visita veterinaria all’inizio della bella stagione per verificare lo stato di salute generale del cane.
Durante le giornate torride, l’associazione insiste sull’importanza di azzerare le sessioni di gioco intense o le corse, ricordando di portare sempre con sé una ciotola pieghevole: i cani possono infatti disidratarsi in tempi rapidissimi ed è fondamentale offrire loro acqua fresca e pulita con grandissima frequenza.

Colpo di calore nel cane: perché si verifica e quali sono le cause
Prima di scrivere questo articolo ho studiato diverse fonti scientifiche e linee guida veterinarie, dalle quali emerge un quadro chiaro: il colpo di calore, che si verifica quando la temperatura corporea dell’animale subisce un’impennata improvvisa e supera la soglia critica dei 40-41 °C, è un’emergenza complessa che richiede massima attenzione.
Gli esperti dell’American Kennel Club (l’organizzazione canina più importante e autorevole degli Stati Uniti) avvertono che quando il cane si surriscalda molto, il suo organismo non riesce più a regolare la temperatura interna attraverso il semplice ansimare, innescando una situazione che può avere esiti anche fatali.
Questo non significa rinunciare alle uscite o alle giornate all’aperto: è sufficiente organizzarsi con intelligenza, programmando le passeggiate nei momenti meno caldi e assicurando sempre al cane ombra e acqua fresca.

Colpo di calore nel cane: sintomi e conseguenze secondo gli esperti dell’ASPCA
Riconoscere tempestivamente i segnali di un colpo di calore può fare la differenza per la salute del cane.
Come evidenziato nella guida ufficiale dell’ASPCA, i sintomi variano a seconda della gravità della situazione e comprendono un ansito eccessivamente accelerato e rumoroso, lamenti, difficoltà evidenti a respirare, aumento visibile del battito cardiaco, salivazione abbondante, debolezza generale e uno stato di torpore.
Gli esperti avvertono che quando la situazione diventa critica e la temperatura corporea supera la soglia dei 40 °C, possono subentrare sintomi ancora più gravi come episodi di vomito, diarrea con tracce di sangue, convulsioni e veri e propri collassi improvvisi.
Cosa emerge dalle ricerche scientifiche sul colpo di calore nel cane
Come suddetto, le linee guida internazionali dei veterinari d’urgenza (Vet-COT) evidenziano che in caso di sospetto colpo di calore la tempestività è tutto. A confermare l’efficacia di questo approccio immediato è anche uno studio scientifico condotto dalla Dr.essa Emily J.Hall e dal suo team, il quale ha analizzato e decretato quali siano i trattamenti di primo soccorso più efficaci tra quelli disponibili, confermando la regola del “raffredda prima, trasporta dopo”. Gli scienziati, infatti, confermano l’assoluta necessità di non perdere tempo prezioso, convalidando i benefici del raffreddamento tempestivo.
Purtroppo, la ricerca mette in guardia rispetto al forte divario tra la scienza e le abitudini dei proprietari. I dati dimostrano infatti come la maggior parte delle persone utilizzi ancora metodi superati e potenzialmente rischiosi – come i già citati asciugamani bagnati che intrappolano il calore – evidenziando quanto sia cruciale basarsi solo su studi aggiornati.
🔍 Box di approfondimento sullo studio della Dr.ssa Emily J. Hall
Questo studio del 2023 ha analizzato le cartelle cliniche nel Regno Unito per verificare se le linee guida internazionali sul colpo di calore (HRI) venissero applicate nella vita reale. Esaminando i trattamenti usati tra il 2016 e il 2018, i ricercatori hanno scoperto dati allarmanti: è emerso che solo il 21,70% dei cani è stato raffreddato a casa prima del trasporto e appena il 23,97% è stato trattato con i metodi raccomandati.
I risultati della Dr.ssa Emily J. Hall hanno fatto emergere un importante divario tra le raccomandazioni della scienza e le abitudini dei proprietari: nella gestione dell’emergenza si usano ancora troppi metodi inefficaci — come coprire il cane con asciugamani bagnati — che rallentano la dispersione del calore e peggiorano le condizioni dell’animale.
Per questo motivo, la ricerca spinge per una revisione urgente della comunicazione medica, promuovendo a pieni voti la strategia: “raffredda subito e trasporta” (Cool First, Transport Second).
Gli scienziati esortano a superare i vecchi timori legati al presunto “shock termico”, evidenziando come bagnare tempestivamente il cane con acqua fresca o tiepida e ventilarlo nell’immediato – ad esempio mentre si organizza l’auto o durante il tragitto stesso verso la clinica – sia l’approccio analizzato più efficace per contrastare il surriscaldamento e limitare il rischio di danni gravi.
Questo studio si applica anche alla realtà italiana?
Sì. Sebbene la ricerca sia stata condotta nel Regno Unito, la fisiologia dei cani e i meccanismi biologici del colpo di calore sono identici in tutto il mondo. Anzi, considerando che l’estate italiana registra temperature medie e tassi di umidità più elevati rispetto a quelli britannici, l’applicazione di queste linee guida internazionali diventa ancora più cruciale nel nostro Paese per salvaguardare il benessere dei nostri animali.

Colpo di calore cane: quanto dura?
Ma quanto dura, esattamente, un colpo di calore e in quanto tempo si guarisce? Secondo i manuali clinici dei VCA Animal Hospitals non esiste una durata fissa per questa emergenza: tutto dipende da quanti gradi ha raggiunto il corpo del cane, per quanti minuti è rimasto surriscaldato e dalle sue condizioni di salute generali.
Gli esperti sottolineano che le prime 24-48 ore sono cruciali per escludere complicazioni interne ed evidenziano l’assoluta importanza di un intervento medico tempestivo per aiutare il cane a stabilizzarsi. Proprio per via della complessità di questa situazione, la prevenzione quotidiana rimane il pilastro fondamentale.

I cani più fragili e a rischio del colpo di calore
La Cornell University e le linee guida dell’ASPCA invitano a prestare una cautela ancora più rigorosa se il tuo cane appartiene a una di queste categorie particolarmente vulnerabili:
- i cani brachicefali a muso corto(come carlini, bulldog, boxer e boston terrier). La letteratura scientifica evidenzia che la loro conformazione anatomica può compromettere la corretta ventilazione, rendendo l’ansito meno efficiente nel regolare la temperatura interna. Gli esperti raccomandano per questi cani la permanenza in ambienti freschi o climatizzati durante le ore più calde.
- I cani anziani o con patologie pregresse. I cani avanti con l’età o che soffrono di problematiche cardiache e respiratorie preesistenti presentano un organismo decisamente più fragile e meno tollerante verso lo stress termico causato dall’afa.
- I cani in sovrappeso o con mantello molto folto o di colore scuro. Il tessuto adiposo in eccesso e le caratteristiche del pelo (folto o di tonalità scura) favoriscono un accumulo termico più rapido e una maggiore ritenzione del calore corporeo rispetto ad altri cani.

Strumenti utili per la prevenzione del colpo di calore del cane in casa: i consigli pratici della Cornell University
Fermo restando che in caso di picchi di temperatura, forte umidità o sbalzi termici improvvisi la scelta migliore sia tenere il cane al fresco in casa, come viene evidenziato nelle linee guida della Cornell University per dare sollievo al tuo amico a quattro zampe e prevenire il colpo di calore si possono sfruttare strumenti efficaci come gli irrigatori e le piscine per cani, utili se si dispone di un giardino.
La piscina, in particolare, non è un semplice passatempo estivo, ma può rivelarsi un valido alleato per il benessere dell’animale, supportando la naturale dispersione del calore corporeo.
Permettere al tuo compagno a quattro zampe di bagnarsi l’addome e le zampe all’ombra all’interno di una vasca apposita da giardino è un metodo eccellente per aiutarlo a rinfrescarsi durante i giorni di particolare caldo estivo.
Se non disponi di un giardino, nelle ore più calde della giornata, un ottimo alleato per dare sollievo al tuo cane è anche il tappetino refrigerante, la cui utilità a livello preventivo è stata dimostrata scientificamente da uno studio del 2019, guidato dal ricercatore Michael S. Davis, pubblicato sul Journal of Special Operations Medicine.
Si tratta di un pratico materassino che contiene al suo interno un gel speciale capace di attivarsi con la semplice pressione del corpo dell’animale, offrendogli una superficie fresca su cui sdraiarsi senza bisogno di elettricità o ghiaccio.
Lo studio condotto da Davis ha analizzato proprio l’efficacia di questa tecnologia, ed è giunto alla conclusione che questi strumenti sono utili per il comfort di tutti i giorni, ma solo a scopo preventivo: non rappresentano la scelta ideale per la gestione delle emergenze.

Lo studio in breve: perché il tappetino refrigerante è l’alleato estivo di cui nessun cane dovrebbe fare a meno?
I ricercatori hanno messo alla prova questa tecnologia dopo aver sottoposto nove cani atleti a una corsa intensa di 15 minuti su un tapis roulant, per tre volte in giorni diversi, in una stanza a 30 °C, per indurre uno stress termico controllato.
Successivamente hanno valutato tre diversi modi di raffreddamento: il semplice riposo, l’immersione in acqua a 30° e un tappetino refrigerante. I dati emersi dall’esperimento mostrano chiaramente la differenza tra i vari metodi di recupero:
- per riportare la temperatura interna dei cani a livelli di sicurezza, il semplice riposo all’aria aperta ha impiegato ben 48 minuti
- il tappetino refrigerante ha ridotto i tempi per il recupero a soli 36 minuti
- l’immersione in acqua è stata la più rapida, richiedendo appena 16 minuti.
Questo avviene perché il tappetino agisce per conduzione diretta a contatto con la pancia del cane, dove c’è meno pelo. In questo modo trasferisce il calore dal corpo alla superficie fresca in modo immediato, rappresentando un eccellente supporto quotidiano per prevenire il surriscaldamento tra le mura di casa.
💡Il potere dell’acqua: cosa ci dimostra lo studio condotto da Michael S. Davis
Nello studio del Dr. Michael S. Davis, l’immersione parziale ha ridotto efficacemente la temperatura interna dei cani monitorati in soli 16 minuti, utilizzando acqua a 30 °C (quindi tiepida). Questo dato scientifico è interessante perché evidenzia la capacità di dispersione termica dell’acqua a scopi preventivi o di recupero: persino quando non è fredda, l’acqua contribuisce a rinfrescare il corpo dell’animale.
È fondamentale, tuttavia, non confondere la prevenzione quotidiana con la gestione delle criticità acute. Le linee guida d’emergenza internazionali, come quelle del Vet-COT e dell’ASPCA, sottolineano infatti che nei casi di sospetto colpo di calore conclamato la letteratura scientifica suggerisce l’uso di acqua fresca o fredda, così da favorire un abbassamento tempestivo della temperatura corporea prima del trasporto immediato verso la clinica veterinaria.
Si tratta di un aiuto importante soprattutto per i cani anziani, che spesso subiscono l’afa in modo passivo e possono non avere le stesse energie di un cane giovane per ansimare a lungo. Avere una superficie che assorbe il calore per contatto offre loro un sollievo immediato e può favorire il recupero quotidiano, rappresentando un valido supporto preventivo per il loro benessere generale.
Ricorda: il loro benessere sei tu.
Bibliografia e fonti scientifiche
Weir, M., Williams, K., & Ward, E. (2025). Heat Stroke in Dogs. VCA Animal Hospitals
Disclaimer e tutela medica
Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente a scopo divulgativo, si basano su linee guida veterinarie e non costituiscono in alcun modo un consulto, una diagnosi o una prescrizione medica. Se sospetti che il tuo cane stia soffrendo per il caldo o presenti malesseri legati alla temperatura, contatta tempestivamente il tuo medico veterinario di fiducia o la clinica d’urgenza più vicina per individuare il protocollo di assistenza più sicuro.

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