Come riconoscere la disfunzione cognitiva canina (CCD): i sintomi della demenza secondo la scala DISHA

Primo piano di un cane anziano nero con il muso brizzolato che riposa su un divano, simbolo dei sintomi della demenza senile e della disfunzione cognitiva canina.

La sindrome di disfunzione cognitiva canina (CCD), spesso chiamata demenza senile nei cani, è una malattia neurodegenerativa progressiva che può colpire i nostri amici a quattro zampe in età avanzata. Uno studio del 2026 dell’Università di Parma evidenzia come questa patologia si manifesti con evidenti cambiamenti comportamentali legati a un graduale declino delle funzioni cognitive.

I dati scientifici attuali stimano che circa il 25% dei cani di età compresa tra 8 e 12 anni mostri già i primi campanelli di allarme, una percentuale che cresce drasticamente nei cani che superano i 15 anni. Sebbene la razza non sembri rappresentare un fattore di rischio rilevante, i sintomi della demenza senile tendono a manifestarsi più frequentemente nei cani di piccola taglia, probabilmente a causa della loro maggiore longevità rispetto ai cani di taglia grande.

Di seguito vedremo come riconoscere tempestivamente i segnali della disfunzione cognitiva nel cane anziano grazie alla scala D.I.S.H.A.A.

I sintomi della demenza senile canina nei sei punti DISHAA

Secondo le linee guida ufficiali pubblicate dal CCDS Working Group – un comitato internazionale di esperti veterinari che ha definito i parametri per lo studio di questa patologia – i segnali della demenza colpiscono varie sfere della vita quotidiana del cane: il suo orientamento, il modo di relazionarsi, il sonno, le abitudini igieniche, la memoria e lo stato emotivo.

Per capire se i comportamenti insoliti che il cane manifesta dipendono dalla vecchiaia o dallo sviluppo della patologia, i veterinari si basano su uno strumento chiamato scala D.I.S.H.A.A, sviluppato dal veterinario comportamentalista Dr. Gary Landsberg, dove all’interno vengono elencati i sei comportamenti osservati più frequentemente nei cani affetti da CCDS:

  • disorientamento
  • interazioni sociali compromesse
  • disturbi del sonno
  • sporcizia domestica, deficit di apprendimento e di memoria
  • variazioni dell’attività
  • ansia e paura

Analizziamo nel dettaglio cosa accade al cane attraverso i sei punti della scala medica.

Perché il cane anziano fissa il vuoto o cammina senza meta? (Disorientamento)

Il disorientamento spaziale è uno dei principali sintomi della malattia, causato dalla difficoltà del cervello nell’elaborare lo spazio circostante. Di conseguenza, l’animale tende a esplorare gli ambienti senza una meta reale, fissare le pareti o il vuoto e faticare a riconoscere volti e luoghi familiari.

Perché il cane senior rifiuta le coccole o si isola? (Interazioni sociali compromesse)

Gli studi sottolineano che un cane affetto da demenza senile può manifestare profonde alterazioni sociali e affettive: in alcuni casi si assiste a un progressivo isolamento e al rifiuto del contatto fisico, mentre in altri si sviluppa un attaccamento morboso verso le figure di riferimento.

Perché il cane con demenza senile piange o cammina di notte? (Disturbi del sonno)

Come evidenziato dallo studio del 2026 condotto dalla ricercatrice Tracey L. Taylor e colleghi, l’alterazione del ciclo sonno-veglia rappresenta uno dei tratti più caratteristici della demenza senile nei cani. Purtroppo, l’irrequietezza e le vocalizzazioni notturne possono appesantire notevolmente la gestione del cane.

Perché il cane fa i bisogni in casa subito dopo la passeggiata? (Sporcizia domestica, apprendimento e memoria)

Non si tratta di un dispetto: secondo la ricerca, il declino cognitivo può portare alla perdita delle abitudini apprese, con difficoltà nell’apprendimento e perdita di memoria dei comandi di base. È possibile riscontrare anche la perdita del controllo degli sfinteri, un problema che spinge il cane a sporcare in casa persino subito dopo essere rientrato da una passeggiata all’aperto.

Perché il cane anziano vaga per casa o sembra apatico? (Variazioni dell’attività)

Nei cani affetti dalla patologia, possono comparire alterazioni evidenti nei livelli di attività quotidiana. Queste variazioni si manifestano con un’apatia improvvisa e un disinteresse generale oppure, al contrario, con stati di agitazione e vagabondaggio senza uno scopo preciso durante la giornata.

Perché il cane anziano diventa improvvisamente pauroso o reattivo? (Ansia)

Gli esperti sottolineano che nei cani malati possono comparire stati di forte irritabilità, reattività, aggressività immotivata e una spiccata ansia da separazione nel cane anziano, legata principalmente al senso di vulnerabilità e alla perdita dei propri punti di riferimento spaziali e temporali.

Dalla lista ai tre stadi della disfunzione cognitiva canina: come il veterinario calcola la gravità

Come fa il veterinario a trasformare questo elenco di comportamenti in una diagnosi di demenza senile canina? Utilizza una griglia di valutazione medica basata sull’osservazione dei comportamenti del cane, assegnando un punteggio in base alle risposte del proprietario. In pratica, a ogni sintomo insolito viene assegnato un valore, la somma di questi voti genera un punteggio totale. Questo sistema permette al medico di tracciare l’evoluzione del declino cognitivo, valutando la progressione della malattia.

Nelle linee guida ufficiali del CCDS Working Group, pubblicate sul JAVMA, gli esperti spiegano infatti che la demenza canina è una patologia progressiva i cui segni clinici possono sovrapporsi a svariate altre patologie dell’invecchiamento. Il veterinario usa i punteggi di questa scala comportamentale per inserire il cane in uno stadio di gravità esatto:

  • stadio lieve
  • stadio moderato
  • stadio grave

Un cane affetto da demenza senile non può guarire, ma capire lo stadio esatto della patologia permette al veterinario di impostare la terapia corretta, utile a rallentare il declino cognitivo e a migliorare la sua qualità di vita.

Oltre la scala DISHA: i sintomi fisici della demenza canina meno noti

Se la scala DISHA ci aiuta a valutare i cambiamenti nel comportamento del cane, la ricerca scientifica ha recentemente acceso i riflettori su un altro aspetto: i segnali legati al corpo. Un importante studio pubblicato sul Journal of Veterinary Medical Science e indicizzato nella banca dati scientifica PMC ha infatti rilevato che la disfunzione cognitiva si può manifestare anche attraverso specifici sintomi fisici meno noti, che possono comparire fin dalle prime fasi della malattia.

Valutando i risultati dello studio, i ricercatori hanno osservato che l’invecchiamento cerebrale si può riflettere anche sulla coordinazione e sui sensi del cane anziano. Tra i segnali più frequenti emersi dalla ricerca troviamo il declino dell’olfatto e della vista, ma anche l’insorgenza di lievi tremori involontari a riposo e una progressiva perdita di equilibrio, visibile quando il cane barcolla, oscilla con il tronco o fatica a camminare in linea retta.

Riconoscere tempestivamente questi disturbi fisici d’intesa con il proprio veterinario è essenziale, poiché ci permettono di capire che il cane non è semplicemente “pigro” o “vecchio”, ma necessita di un aiuto concreto.

Sintomi di demenza senile nel cane o vecchiaia? Come si fa la diagnosi corretta?

Come ribadito dallo studio del 2026 guidato dalla ricercatrice Tracey L. Taylor, la diagnosi di Disfunzione Cognitiva Canina (CCD) è complessa. I ricercatori sottolineano che non esiste un test definitivo eseguibile in vita; la conferma della patologia avviene “per esclusione” attraverso l’osservazione clinica e la valutazione dei comportamenti del cane da parte dei medici.

Diagnosticare la demenza senile canina è difficile anche perché molte altre patologie legate all’età avanzata presentano sintomi simili. Di conseguenza, solo un veterinario può escludere cause alternative, emettere una diagnosi ufficiale e dare una terapia idonea per ogni specifico caso.

Conclusioni: come agire subito per rallentare la demenza nel cane anziano

Dalla demenza senile non si può guarire, ma varie ricerche autorevoli, tra cui lo studio statunitense del 2009 condotto dalla dott.ssa Lori-Ann Christie insieme a un team di massimi esperti di invecchiamento cerebrale, hanno dimostrato come l’arricchimento ambientale rallenti l’invecchiamento del cervello, soprattutto se affiancato a una dieta specifica per cani senior ricca di antiossidanti. Ricorda che prima di sottoporre il cane a qualunque cambio di dieta e attività è sempre necessario il parere del medico veterinario.

Lo studio del 2026 sopra accennato, guidato da Tracey L. Taylor e colleghi, ha inoltre dimostrato che percorsi strutturati di attività fisica e stimolazione olfattiva possono aiutare a regolare l’irrequietezza quotidiana del cane e a ridurre il carico emotivo del proprietario.

Da queste ricerche si evince che le attività di stimolazione olfattiva e di attivazione mentale sono un ottimo supporto per migliorare la qualità della vita del cane anziano, a patto che siano semplici e non stressanti: non essendoci una cura definitiva per la CCD, gli attuali sforzi di ricerca si concentrano su interventi capaci di migliorare la qualità della vita dell’animale, come appunto la stimolazione cognitiva. Se vuoi saperne di più leggi anche il mio articolo sui “Giochi di attivazione mentale per cani anziani e demenza senile: la guida scientifica“.

Gestire un cane con demenza senile, oltre a compromettere la qualità della vita dell’animale, pesa sul proprietario a livello emotivo ed economico. Non dimenticare che non sei solo in questo percorso e che anche i piccoli accorgimenti quotidiani possono fare la differenza. La scienza ci conferma che rallentare questo declino è possibile e che la vicinanza affettiva, unita a stimoli semplici e mirati, resta il pilastro più forte per regalare al tuo compagno di vita una vecchiaia serena e piena di dignità.


Scritto da Daniela Ossino

Dopo una laurea in discipline giuridiche e con un’esperienza quasi ventennale nel mondo del web writing — maturata all’interno di importanti piattaforme editoriali e grandi gruppi come Melascrivi, Banzai Media e Mondadori — ho fondato il progetto Ricerca Canina. La mia missione è applicare il rigore della ricerca alla divulgazione sulla salute animale, offrendo a te e a tutti i proprietari di cani anziani un punto di riferimento scientifico di facile comprensione.


Nota informativa: i contenuti di questo articolo hanno unicamente scopo divulgativo e informativo. Le informazioni fornite non costituiscono in alcun modo consulenza medica o veterinaria professionistica. Non sono intese per diagnosticare, trattare o sostituire il parere del medico veterinario, l’unico professionista abilitato a valutare la salute del tuo animale. Se sospetti che il tuo cane mostri segnali di disfunzione cognitiva o qualsiasi altro sintomo di malessere, ti invito a contattare tempestivamente il tuo veterinario di fiducia per una visita clinica approfondita.


Bibliografia e fonti scientifiche

Taylor, T. L., Tuke, J., Fernandez, E. J., & Hazel, S. J. (2026). Group training classes for dogs with canine cognitive dysfunction: effects on sleep, activity, and caregiver burden. GeroScience.

The Canine Cognitive Dysfunction Syndrome Working Group (2025). Guidelines for diagnosis and monitoring of canine cognitive dysfunction syndrome. JAVMA

Dondi, M., Bianchi, E., Borghetti, P., Buffagni, V., Di Lecce, R., Gnudi, G., … Corradi, A. (2026). Evidence-Based Clinical Management of Canine Cognitive Dysfunction Syndrome: Diagnostic Algorithms, Practical Guidelines, Critical Appraisal of Biomarkers and Translational Limitations. Animals

Christie, L. A., Opii, W. O., & Head, E. (2008). Strategies for improving cognition with aging: insights from a longitudinal study of antioxidant and behavioral enrichment in canines.

Ozawa, M., Inoue, M., Uchida, K., Chambers, J. K., Takeuch, Y., & Nakayama, H. (2019). Physical signs of canine cognitive dysfunction. The Journal of Veterinary Medical Sciences.

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